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Può un alunno con grave ritardo psicomotorio permanere nella scuola dell'infanzia dopo il compimento del sesto anno di età?

Con nota prot. 547 del 2014 il Ministero della Pubblica Istruzione ha chiarito che la permanenza nella scuola dell'infanzia in deroga all'obbligo scolastico deve essere limitata a casi "eccezionali e debitamente documentati". La nota fa particolare riferimento ai casi di bambini adottati e giunti in Italia da meno di 12 mesi, ma per analogia i principi in essa enunciati possono essere estesi anche ai bambini diversamente abili e agli alunni con BES: nella nota sono presenti infatti richiami alla Circolare Ministeriale n. 235 del 1975, riguardante gli alunni con disabilità, e alla Direttiva del 27 Dicembre 2012 (e successive circolari applicative), sugli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Viene altresì esplicitato come i casi di bambini adottati possano rientrare, in alcune circostanze e anche solo temporaneamente, nella categoria dei Bisogni Educativi Speciali. La nota cita anche i primi cinque commi dell’articolo 114 del Decreto Legislativo 297/94 recante il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, tale norma prevede soltanto "motivi di salute" o "impedimenti gravi".

Come spiega Salvatore Nocera (FISH) in questo articolo, per quanto riguarda gli alunni con disabilità "è da ritenere che i motivi di salute non possano coincidere con la sola situazione di disabilità certificata, poiché, altrimenti, quasi tutti gli alunni con certificazione di disabilità avrebbero diritto alla permanenza nella scuola dell’infanzia. Pertanto vale anche per essi – come per tutti gli altri -, la sottolineatura della nota circa la straordinarietà e specificità degli interventi in questione".

La procedura da seguire, nel caso in cui sussistano le condizioni per la permanenza, è stata chiarita dalla Nota Prot. n. 2318/U dell'11 marzo 2013 dell'USR Piemonte ove sono elencati gli elementi che devono necessariamente essere presenti:

1) richiesta motivata della famiglia;
2) certificazione (o parere tecnico) dell’ASL che segue il minore disabile in cui sia accertata la previsione di un vantaggio specifico, in termini di opportunità, nell’apprendimento e nello sviluppo del soggetto se trattenuto nella scuola dell’infanzia e - per contro - la perdita di opportunità in termini di apprendimento e di sviluppo  nel caso di passaggio alla scuola primaria;
3) progetto specifico predisposto dai docenti della sezione della scuola con l’illustrazione dettagliata degli interventi didattico-pedagogici;
4) delibera del Collegio dei Docenti che approvi il progetto di permanenza, e valuti anche la stabilità del contesto scolastico, inteso come possibilità di mantenere un legame con il gruppo di appartenenza.

 

Attenzione:

la redazione di Integrazione Tre Sei declina ogni responsabilità riguardo le decisioni prese in merito alle tematiche di seguito affrontate e non garantisce che le informazioni riportate in questa pagina siano costantemente aggiornate rispetto alla normativa vigente, ricordando che per questioni legali è necessario rivolgersi ad esperti nel settore giuridico.

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