| Home |
| Disturbi e patologie |
| Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività |
| Caratteristiche generali del disturbo e criteri diagnostici. Un'interpretazione dell'ADHD alla luce delle teorie dell'attenzione. Descrizione di un caso clinico nella scuola dell'infanzia. |
| Scarica l'articolo (formato .pdf) |
| Diagnosi e cura dell’ADHD(Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività): cosa ne pensano le famiglie L’impatto del disturbo, il Registro nazionale ADHD. - Comunicato stampa Associazione Italiana Famiglie ADHD onlus |
| Firenze, 5 maggio 2007 – “ADHD
vuol dire sofferenza, emarginazione, bassa autostima, poche relazioni
sociali, abbandono scolastico. E’ un disturbo che impatta
negativamente su ogni aspetto della vita del bambino e della sua
famiglia, che spesso assiste impotente a questo fenomeno”.
Con queste parole Patrizia Stacconi, Presidente di AIFA onlus
(Associazione Italiana Famiglie ADHD) ha spiegato cosa significa
soffrire del Disturbo da Deficit d’Attenzione e
Iperattività, un disturbo neurobiologico
che rappresenta uno dei principali problemi medico-sociali
dell'infanzia, pienamente riconosciuto dalla comunità
scientifica mondiale, inclusa l'Organizzazione Mondiale della
Sanità. Un problema complesso e purtroppo spesso trascurato, che però ha trovato la necessaria attenzione con la recentissima attivazione del Registro nazionale ADHD (la cui pubblicazione è stata fatta in Gazzetta ufficiale il 24 aprile scorso) destinato a disegnare per i bimbi e gli adolescenti ADHD un percorso assistenziale adeguato e prevenire l'uso improprio o eccessivo dei farmaci che contestualmente saranno resi disponibili per questo disturbo. Esso vincolerà la prescrizione dei farmaci alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte dei centri regionali di riferimento, stabilendo che la terapia dovrà essere avviata dal neuropsichiatra infantile, il quale sarà tenuto a verificarne con controlli l’efficacia e sicurezza. Il registro fornirà anche gli strumenti di monitoraggio e i primi dati dovrebbero essere disponibili entro un anno. “Il Registro è uno strumento che consentirà alla classe medica, e di conseguenza ai nostri bambini ed adolescenti con questo disturbo, di poter accedere a delle possibilità di cura appositamente studiate per l’età pediatrica” – precisa Stacconi. Presso i Centri di riferimento identificati dall’istituto Superiore di Sanità il neuropsichiatria infantile e un’ equipe di specialisti, sulla base della diagnosi e delle caratteristiche del bambino, identificherà un piano terapeutico multimodale, che prevede una terapia psicologico-comportamentale sia per il bambino che per la sua famiglia e il coinvolgimento degli insegnanti, e l’eventuale scelta di un farmaco specifico nei soli casi di reale necessità”. “Siamo fiduciosi che il Registro Nazionale ADHD possa realmente garantire delle diagnosi accurate e delle terapie appropriate, tutelando i nostri figli dai rischi di un eventuale abuso” – conclude Stacconi: è certo che il Registro Nazionale rappresenta un punto di partenza e c’è ancora tanto da fare per una sua messa in funzione a pieno regime; però è già il primo passo in avanti che garantisce un diritto alla cura che, fino all’attivazione del Registro, era stato negato”. Per ulteriori informazioni: Presidente AIFA onlus - Patrizia Stacconi Tel. 0761 508126 |
| Vecchie e nuove ipotesi sulla dislessia (P. Crispiani) |
|
Intorno al fenomeno dei Disturbi Specifici di Apprendimento concorre una serie di prospettive e di azioni professionali, talune laterali, talune persino opposte, che trovano ragione in una pluralità di interpretazioni eziologiche, o di lettura dei sintomi ma, non di meno, di definizione di campo. Permangono, e paiono vigorose, concezioni o intuizioni che non congiungono l’interpretazione della sindrome con un coerente trattamento (ancora discriminativo, sintetico, fusionale, frammentato), lessico poco selezionato (si pensi all’uso improprio del termine/concetto di “specifico”), nonché suggerimenti ministeriali davvero sconcertanti (confusione tra dispensativi e compensativo, uso della tastiera, della calcolatrice, della previa lettura dell’adulto, ecc.) A fronte della suggestione resa da autori (per lo più anglofoni) contemporanei e spesso latori di analisi “di nicchia”, a danno ndella visione ecologica del fenomeno duplice della lettura e della cattiva lettura, torna di straordinaria utilità leggere il testo, qui sintetizzato e con brevi commenti del riduttore, e riconciliarsi con intuizioni e documentazioni espresse già negli anni ’50 e ’60. Il testo commentato è: F.Cacciaguerra,”Direzionalità e difficoltà motorio-fonetica nella dislessia”,in Acta Medica Auxologia,vol.I,n.2/1969,Centro Auxologico Italiano,Piancavallo (MI), pp. 256-266 |
| Leggi la versione integrale del testo ridotto e commentato |
| Dislessia-disgrafia come disprassia sequenziale: il metodo ecologico-dinamico |
| Abstract: il documento, che sintetizza una ben più ampia trattazione presentata dal Prof. Piero Crispiani in occasione del Simposio Internazionale di Pedagogia Speciale di Verona, offre un primo approccio al metodo ecologico-dinamico, utilizzato nel trattamento della sindrome da DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento). Tale intervento si fonda: 1) sull’ecologia, come approccio all’interezza delle funzioni umane; 2) sulla dinamicità, come tendenza alla rapidità dell’agire cognitivo. Ne deriva una procedura che attiva il leggere e lo scrivere unitamente alle funzioni motoria, percettiva, linguistica, intellettiva. Tale orientamento assume pertanto tre vettori abilitativi che orientano l’azione educativa e costituiscono il Polo SAF: la Successione, gli Automatismi, la Fluidità. Il trattamento si dispiega in prospettiva ecologica su 12 azioni attivando schemi in sequenza ed in regime di automatismi e di fluidità. |
| Lavorare con bambini autistici nella scuola dell'infanzia. |
|
Abstract: dopo aver definito le
caratteristiche dell’autismo e presentate alcune fra le strategie
di intervento più diffuse, si riportano suggerimenti pratici per
la costruzione di un |
|
|
| Approccio psicomotorio e ritardo mentale nella scuola dell'infanzia. Ipotesi di intervento su un caso specifico. |
| Abstract: Importanza di un corretto sviluppo psicomotorio in età prescolare, come base per l’apprendimento di abilità cognitive e strategie comportamentali. Modelli di valutazione dello sviluppo psicomotorio standardizzati e non. Peculiarità dell’approccio psicomotorio e sua applicabilità nella scuola dell’infanzia. Analisi di un caso di una bambina di 6 anni con Sindrome di Down e pianificazione di un intervento attraverso la valutazione standardizzata, le osservazioni e la successiva strutturazione di una Unità di Apprendimento rivolta all'intero gruppo sezione. |
|
|
| Migliorare la qualità della vita del soggetto con handicap grave: oltre il superamento del comportamento problema. |
| Abstract: nell'intervento su bambini con handicap grave si è sempre riservata una particolare attenzione all’analisi funzionale e alla modificazione dei comportamenti problema. Negli ultimi anni si è tuttavia affermata l’idea secondo la quale occorre valutare l’efficacia dell’intervento secondo una prospettiva più ampia, nei termini di miglioramento della qualità della vita del soggetto. Questo nuovo approccio va sotto il nome di “teoria del supporto comportamentale positivo”. Per realizzare un intervento davvero “educativo” che tenga conto dell’affettività, della partecipazione sociale, del benessere individuale è necessaria la stretta collaborazione delle figure professionali ed un costante scambio di informazioni basato su parametri comuni di valutazione e descrizione dei comportamenti. |
|
|
| Il gioco nel bambino pluriminorato. |
| Abstract: è possibile favorire lo sviluppo del gioco interattivo nel bambino pluriminorato. In una prima fase può essere utile una griglia di osservazione per raccogliere informazioni sulle preferenze del bambino. È importante capire come creare un ambiente favorevole all’attività ludica e come adattare i giocattoli alle esigenze speciali del bambino. Una riflessione, infine, sul ruolo dell’adulto: occorre evitare una guida fisica totale, per permettere al bambino di vivere l’esperienza ludica in maniera attiva nonostante le gravi menomazioni. |
|
|
| La comunicazione del bambino sordo |
|
Abstract: La storia della sordità infantile nella pedagogia clinica, e in particolare della riabilitazione linguistica del bambino sordo, è stata contrassegnata dall’avvicendarsi di correnti di pensiero opposte. Il presente contributo offre una breve rassegna dei diversi approcci riabilitativi, una riflessione sul ruolo dell’assistente alla comunicazione per l’integrazione scolastica, alcuni cenni sui servizi e sugli apparecchi attualmente disponibili. |
|
|
| La discalculia evolutiva: intervento precoce nella scuola dell'Infanzia |
|
Abstract: La discalculia evolutiva comporta una difficoltà selettiva nell’apprendimento dei concetti logico-matematici e può essere associata a dislessia. In genere ci si accorge che un bambino è affetto da questo genere di disturbi soltanto al suo ingresso nella scuola primaria. Il problema però risale ad un periodo anteriore e potrebbe essere individuato attraverso segnali che, purtroppo, vengono invece sottovalutati dall’insegnante di scuola dell’infanzia. |
|
|