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Approfondimenti
 
 
Indicazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione
 
 

Sono arrivate! Sono le nuove Indicazioni nazionali che ci guideranno durante la programmazione e la realizzazione delle nostre attività didattiche... Non molte, a dire il vero, le novità riguardanti la scuola dell'infanzia, eterna cenerentola di tutte le riforme...ma conviene elencarle ugualmente:

1. Scompaiono gli obiettivi, o meglio si "rimandano" alla scuola primaria, inglobando però competenze raggiunte attraverso un percorso unitario anche durante gli anni della scuola dell'infanzia. Sono invece esplicitati dei traguardi di sviluppo, al termine della scuola dell'infanzia, suddivisi per campi di esperienza.

2. I campi di esperienza passano da 4 a 5:

  • Il sé e l’altro (Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme)
  • Il corpo in movimento (Identità, autonomia, salute)
  • Linguaggi, creatività, espressione (Gestualità, arte, musica, multimedialità)
  • I discorsi e le parole (Comunicazione, lingua, cultura)
  • La conoscenza del mondo (Ordine, misura, spazio, tempo, natura).

3. "Agli insegnanti compete la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione didattica, nonché la scelta dei relativi strumenti nel quadro dei criteri deliberati dai competenti organi collegiali". Addio definitivo dunque al portfolio, inteso come modello obbligatorio da adottare nella documentazione del percorso dell'alunno.

 
   
  Abbiamo modificato la sezione delle Attività in funzione della nuova articolazione dei campi di esperienza  
 

Leggi il comunicato stampa

Scarica il file con il testo integrale delle Indicazioni per il Curricolo

 
   
  Da questo link è possibile scaricare una presentazione in Power Point inviataci dal pedagogista Marco Paolo Dellabiancia sulla tematica della valutazione alla luce delle nuove Indicazioni per il Curricolo.  
   
   
 

"La cifra interpretativa più netta delle nuove indicazioni riguarda la scelta della verticalità del curricolo, che si distende in progressione dai 3 ai 14 anni. L’asse della continuità è particolarmente forte nel rapporto stretto tra scuola primaria e secondaria di primo grado, intrecciate dalla comune appartenza al “primo ciclo” di istruzione".

"...Resta l’esigenza di orientare le pratiche valutative dei docenti[...] Nel concreto, ci si riferirà ai traguardi di sviluppo della competenza alla fine della scuola elementare e media (in questo la scuola dell’infanzia rivendica giustamente una sua specificità), oppure saranno gli “obiettivi di apprendimento” ad ispirare i criteri di valutazione? E per  le classi per le quali non sono individuati? E come porre in relazione traguardi/obiettivi con uno standard (cioè con un valore esprimibile anche in termini metrici)? Ma lo stesso concetto di standard è praticabile nella scuola di base? Con quale scopo “formativo” e “regolativi” potrebbe essere introdotto?"

Leggi tutto l'articolo (di Giancarlo Cerini)

 
 

"..tra le precedenti Indicazioni e le attuali esiste una profonda frattura, una discontinuità chiaramente rimarcata già a partire dal titolo: non più “Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati”, ma “Indicazioni per il curricolo”.

"Sono rimasti fuori: il PECUP, gli Obiettivi generali del processo formativo di cui parla l’art. 8 del Dpr. 275/99 (per la verità qui e là c’è qualche fugace accenno), gli Obiettivi formativi, le Unità di apprendimento, i Piani di studio personalizzati, il portfolio, il tutor, le attività facoltative opzionali, il monte ore su base annuale; persino gli obiettivi specifici di apprendimento dell’art. 8 del Dpr. 275/99 sono diventati semplicemente gli “obiettivi di apprendimento” (il termine “specifico” inviterebbe ad una qualche analiticità che si vorrebbe evitare o delegare ai docenti)."

Leggi tutto l'articolo (di Ermanno Puricelli)

 
 

"Competenza, parola abusata che già negli Orientamenti del 91 era utilizzata nella sua accezione costruttivista e vigostkiana. Allora usare traguardi di sviluppo della competenza anche nella primaria e nella media, significa avere come riferimento una logica in cui la competenza è un processo mai definitivamente concluso. I traguardi non sono obiettivi di prestazione, ma è possibile pensarli come compiti di sviluppo per riconoscere il percorso evolutivo nella costruzione della conoscenza. Non un’idea di maturazione di stampo naturalistico. Al centro c’è il bambino con la sua energia e lo sviluppo è un processo sostenuto da un ambiente favorevole, in cui anche la routine, l’organizzazione degli spazi della sezione, gli spazi, i materiali, ecc. sono i contesti.
Allora le Tavole che definiscono i traguardi di sviluppo della competenza sono da considerare tracciati per la scuola per promuovere il progresso in un ambiente organizzato."

"I campi di esperienza continuano a essere l’ambito entro cui lavorare per dare senso alle esperienze dei bambini alla luce del senso “alto” delle discipline che deve permeare il lavoro degli insegnanti."

"Manca la parola gioco, spesso sostituita anche dagli insegnanti con lavoro, come se giocare non fosse una cosa seria per i bambini e non solo."

Leggi tutto l'articolo (a cura del Coordinamento Nazionale per le politiche dell’Infanzia e della sua scuola)

 
 
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