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Premessa

Il PEI - Piano Educativo Individualizzato - è il documento nel quale sono riportati gli interventi mirati per l'integrazione scolastica dell'alunno diversamente abile. Nel testo della legge104/92, art. 12, comma 5 viene espressa a chiare lettere la necessità che la sua stesura debba avvenire a seguito di una Diagnosi Funzionale (DF) e di un Profilo Dinamico Funzionale (PDF), che dunque ne sono parte integrante. Sarebbe buona norma riportare all'interno del PEI , anche in maniera sintetica, i contenuti di DF e PDF anche se questi non vengono aggiornati annualmente.

Nel DPR 24/2/1994 è altresì chiarito che "Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12 [della Legge 104/92, NdR], congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla USL e/o USSL e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell'alunno".

Non si tratta di un semplice strumento didattico ad uso esclusivo della scuola, ma di un progetto ampio, che riguarda diverse istituzioni le quali devono collaborare al fine di garantire al bambino il pieno sviluppo del suo potenziale.

Oggi, anche grazie a provvedimenti come la Conferenza Stato Regioni del 20 marzo 2008 (art. comma 2), la concezione del PEI è molto cambiata, spostandosi da una prospettiva focalizzata sul divario esistente tra il livello di sviluppo del bambino e i traguardi di apprendimento previsti per la classe, ad una maggiormente incentrata sulla dimensione bio-psico-sociale del funzionamento dell'individuo, sulla base del modello ICF (vedi approfondimento nella sezione dedicata), in cui l'azione facilitante (o non facilitante) dell'ambiente, la partecipazione sociale ed altri fattori vengono tenuti in maggior considerazione. Una concezione più dinamica dunque, maggiormente rispondente alle esigenze dell'alunno e dell'insegnante che con lui affronta quotidianamente nuove sfide educative.

Oggi, inoltre, si sta lentamente affermando la tendenza ad estendere l'ambito di intervento del Piano Educativo Individualizzato a dimensioni non strettamente legate all'apprendimento scolastico, quali l'affettività, l'autonomia personale, il benessere psico-fisico, la riflessione da parte dell'alunno sulle proprie aspettative di realizzazione personale e sul possibile inserimento nel mondo del lavoro, la cura delle relazioni sociali: è il Progetto di Vita (Ianes, 2009).

Il PDP - Piano Didattico Personalizzato è un altro strumento di personalizzazione della didattica, previsto prima dalle linee guida in attuazione della legge 170/2010 sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e poi dalla Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012  "Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e  organizzazione  territoriale  per  l’inclusione  scolastica”. Si differenzia dal PEI perché è concepito per alunni il cui livello di sviluppo non rientra nell'ambito di applicazione della legge 104/92 e che in genere necessitano di strategie mirate di intervento in aree circoscritte dell'apprendimento. In questi casi non dovrebbe essere prevista la figura dell'insegnante di sostegno - ma il condizionale è d'obbligo per una serie ti motivi che qui, per brevità, evitiamo di elencare - e l'elaborazione dovrebbe avvenire collegialmente all'interno del consiglio di classe. Per questo il PDP è strutturato in maniera tale da evidenziare gli strumenti compensativi e le misure dispensative che rendono accessibili all'alunno i contenuti dei diversi saperi curricolari, mettendolo in condizioni di raggiungere gli stessi traguardi dei suoi compagni.

In rete esistono diversi ed autorevoli modelli sia di PEI che di PDP. Non esiste un modello migliore dell'altro in assoluto; dipende dalle caratteristiche del singolo alunno, dallo stile di insegnamento dei docenti, dalle scelte organizzative della scuola, dal coinvolgimento di diverse istituzioni e/o professionalità e ovviamente dall'ordine di scuola in cui si opera.

I modelli qui proposti sono studiati per adattarsi meglio alla scuola dell'infanzia. Possono essere copiati e modificati, anzi sono ben accetti suggerimenti circa le possibili variazioni da apportare per rendere lo strumento più duttile e funzionale alla didattica.

Riferimenti bibliografici
D. Ianes, Il piano educativo individualizzato - Progetto di Vita, Trento, Erickson 2009
Organizzazione Mondiale della Sanità, ICF-CY. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute - Versione per bambini e adolescenti (Ed. italiana). Trento, Erickson 2007
Ministero della Pubblica Istruzione, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, (all. DM n. 5669 del 12/7/2011)
Ministero della Pubblica Istruzione, Indicazioni operative concernenti la direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 recante "Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" (C.M. n. 8 del 6 marzo 2013)
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Conferenza Unificata, Intesa tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e le Comunità montane in merito alle modalità e ai criteri per l'accoglienza scolastica e la presa in carico dell'alunno con disabílità (Repertorio Atti n. 39/CU del 20 marzo 2008).

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PEI #1

PEI #2 (vecchio modello)

Risorse in rete

Sito della Maestra Rosalba Corallo con esempi di PEI compilati per la scuola dell'infanzia
Raccolta di esempi di PEI scovati nella rete dalla Maestra Gabriella Nanni (SOS Sostegno)
PEI su base ICF (presentazione in Power Point esplicativa, a cura di F. Zambotti)